Chivasso

Il transito sul Po e sul torrente Orco si effettuano in quest’area sin dall’epoca romana, ma sarà solo nel medioevo, nel corso dell’XI secolo, che si registreranno le prime attestazioni di Clavasium, Chivasso, appunto: nel 1014 la corte e il castello sono donati all’abbazia di San Michele della Chiusa, cui subentra nel 1019 l’abbazia di San Benigno di Fruttuaria (a questa data si fa risalire quanto resta del castello, testimoniato da una torre a impianto ottagono sulla via che conduce al duomo. Alla metà del XII secolo la città diventa feudo dei marchesi di Monferrato, che nel 1238 vi trasferiscono la loro corte, facendone sino al 1435 la capitale. In quell’anno Chivasso passa sotto i Savoia, che la considerano piazzaforte di presidio territoriale, rinforzandone consistentemente le mura. A questa fase risale anche l’annessione nella città dell’antico borgo San Pietro, un tempo esterno, andando a variare almeno in parte la struttura regolare dell’insediamento, fondato lungo la direttrice da Torino a Pavia, che entro le mura diventa la via maestra porticata sulla quale si innesta un rigoroso reticolo. Il centro cittadino si consolida nella piazza del mercato con la collegiata di Santa Maria dalla bella facciata tardogotica in cotto e gli edifici del castello marchionale. Solo con l’inizio del XIX secolo l’aspetto della città muta, con l’abbattimento della cinta muraria (1804) e poi con la costruzione a fine secolo della linea ferroviaria per Milano e per Asti. La vocazione originaria del territorio è eminentemente agricola, gravitando sul canale, noto come bealera di Campagna, concesso alla metà del XIV secolo dai marchesi di Monferrato e, inseguito, nella metà del XIX secolo, sulla presa dal canale Cavour. Parallelamente Chivasso è sempre stato un centro rinomato di mercato bovino, come attestato dall’amplissimo Foro Boario e, più recentemente, un polo industriale legato alla produzione metalmeccanica. Tra i prodotto gastronomici spiccano i “Nocciolini”, piccoli dolcetti fatti con nocciole Piemonte, zucchero ed albume d’uovo.

(Fonte: sito Piemonteitalia)