San Giorgio Canavese

Qualche informazione su San Giorgio Canavese:

Situato sulle colline che chiudono a sud l’anfiteatro morenico di Ivrea, il territorio comunale si colloca nella vasta piana originata dal torrente Orco. Il luogo è da sempre dominato dall´imponente castello dei conti di Biandrate, alleati dei Valperga contro i San Martino e favorevoli ai Monferrato nella contesa che li opponeva ai Savoia. I Biandrate di San Giorgio vi fanno realizzare una villa e un borgo, secondo un modello consolidato, che si rivela di estrema validità in occasione dell’assedio del 1334 da parte del principe d’Acaja. Alternando la preferenza della famiglia per i Monferrato e per i Savoia, il castello e il feudo non entrano nella sfera sabauda che con il trattato di Cherasco (1631). Da questa fase, il complesso fortificato, composto da due corpi, uno minore e più antico (secoli XII-XIV) e uno maggiore, comincia a subire radicali interventi architettonici, protrattisi nel Settecento, fino alla trasformazione in sontuosa dimora residenziale. Il complesso del borgo, della villa e dei due borgalli, cinti da mura, si consolida parallelamente sin dal XIV secolo e appare segnato da notevoli esempi di fortificazioni private (torri di casa Boggio e di casa Illiano), mentre molto dopo, con la fine del Settecento, ha inizio il periodo dei grandi personaggi sangiorgesi, forse l´elemento che più distingue questo piccolo paese del Canavese: lo storico e politico Carlo Botta, la cantante lirica Teresa Belloc (la prediletta di Rossini), l´inventore Antonio Michela (il creatore della macchina fonostenografica), lo scienziato Carlo Ignazio Giulio, l´incisore Michele Pechenino, l´ingegnere navale Carlo Vigna (co-progettista del primo sommergibile italiano il “Delfino”), il grecista Mons. Marco Pechenino e molti altri. Notevole testimonianza della vita cittadina è la parrocchiale dedicata all’Assunta, antica, come testimoniato dal campanile romanico, ma completamente riplasmata tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, in forme rinascimentali, che ne fanno un unicum nel panorama canavese, sul quale si sono sovrapposti interventi del 1927-29 (quali la cupola e parte della facciata), che ne hanno alterato in parte l’impianto originario.

(Fonte: Piemonteitalia.eu)