Villanova d’Asti

“La sua fondazione risale all’anno 1248, come risulta da precisi documenti dell’archivio astigiano. Fin da epoca romana è attestata comunque la presenza di agglomerati (Brassicarda) dovuti probabilmente a veterani cui venivano assegnati appezzamenti. Verso Poirino, attorno a ruderi longobardi detti “corte vecchia” ovvero Corveglia, nel 1001 l’imperatore Ottone III donò alle monache benedettine pavesi di San Felice alcuni terreni e nel XIII secolo proprio a Corveglia si stabilirono i canonici agostiniani che, all’inizio del XIV secolo, ne arricchirono le sale di colonne e capitelli scolpiti. Nel 1340 i religiosi, indebitatisi, dovettero abbandonare l’edificio che solo ora è stato riportato agli antichi splendori.

Il territorio circostante Villanova, da Valfenera a San Paolo, fu teatro di aspri scontri tra francesi e spagnoli nel secolo XVII, ma le possenti mura “a stella” la protessero sempre. Nel 1690 rischiò il saccheggio da parte delle truppe del generale Nicolas de Catinat de La Fauconnerie allorquando Casa Savoia rovesciò le alleanze entrando nella Lega di Augusta a fianco degli Imperiali. Dopo che fu fatto voto solenne alla Madonna i francesi, famigerati per crudeltà e già presenti nella cittadina normalmente imprendibile, la lasciarono, dovendo improvvisamente accorrere altrove, senza danneggiarla in alcun modo nonostante il rifiuto di Torino di pagare il riscatto richiesto.

Ancor oggi, per adempiere al voto, il sindaco partecipa solennemente alla messa dell’Immacolata Concezione nella chiesa di San Martino e per tradizione prende la parola dopo la lettura del Vangelo. Una lapide, presente sulle mura dell’antico convento in via Roma, succintamente racconta questi straordinari eventi: l’imprendibile Villanova, già occupata da soldataglia pronta a scatenarsi, lasciata indenne da quel medesimo generale che invece mise a ferro e fuoco le campagne, incendiò la vicina Poirino e fece saccheggiare Ceresole.

Dopo il fallimento dell’assedio di Torino voluto dal Re Sole nel 1706 e dopo che il trattato di Utrecht del 1713 assicurò a Vittorio Amedeo di Savoia la corona di Sicilia, Villanova godette finalmente di lunga tranquillità. In seguito agli eventi che spinsero i Savoia a rifugiarsi in Sardegna protetti dalla flotta inglese, il Piemonte fino al fiume Sesia fu annesso alla Francia l’11 settembre 1802 (24 Fruttidoro, anno X). Villanova, fino al 1814, fu inclusa nel “Département de Marengo”, “Deuxième arrondissement (Asti)”. I giovani piemontesi si batterono con coraggio per la patria a fianco degli altri cittadini francesi, soprattutto nella sfortunata campagna di Russia dove il poirinese Domenico Mazzucchi si guadagnò alla Moscova la croce di guerra.”

Fonte: Wikipedia