Fotoreporter matrimonio: un fotografo moderno a servizio degli sposi

Questo articolo racconta come si è evoluto il lavoro del fotoreporter di matrimonio negli ultimi anni, spiega poi cosa vuol dire fotografare un matrimonio in stile reportage, e infine dà un interpretazione su cosa sono le “belle foto” e cosa rende speciale un fotoreportage di matrimonio. 

fotoreporter matrimonio san francisco

Antonella & Domenico – Foto di Alessio Zanfini

Il matrimonialista classico

A tutti è capitato di prendere in mano l’album fotografico del matrimonio dei nostri genitori che si sono sposati negli anni 70 o 80.

Sfogliando le pagine ingiallite dagli anni, vediamo gli sposi accompagnati da file di parenti, zie e nonni sorridenti. Tutti diligentemente rivolti verso l’obiettivo con un bel sorriso.

Pagina dopo pagina queste foto sembrano ormai un ricordo del passato, così come le veline che separavano le pagine dell’album. Mi riferisco allo stile delle fotografie, e non al contenuto, perché quello, ahimè, è veramente un ricordo dei tempi andati!

ritratto di famiglia

Parte cospicua, se non spesso la parte principale della giornata, era seguire e prestarsi ad assecondare i desideri e le necessità del fotografo.

Il lavoro del fotografo di matrimonio era quasi puramente documentativo degli sposi e dei partecipanti. La foto di famiglia la faceva da padrona, al punto che l’album si divideva principalmente fra ritratti degli sposi, generalmente scattati in abbondanza in pose molto statiche, da un certo punto di vista quasi imbarazzanti, e appunto le foto di famiglia in tutte le possibili declinazioni.

foto vintage sposi

Nell’immaginario collettivo questa è ancora oggi la fotografia di matrimonio: immagini ferme e assolutamente simili tra loro. Al punto che gli sposi spesso sanno perfettamente che cosa non vogliono: non vogliono le foto “in posa”!

Il fotografo matrimonialista in stile reportage

L’evoluzione della fotografia di matrimonio verso uno stile più libero e creativo passa attraverso la parola “reportage”. Il “reportage” è inteso come fotografia che riporta, che racconta delle situazioni, degli eventi, contestualizzati all’interno dei luoghi nei quali si sono svolti.

Un approccio più ampio, insomma, che consente ampi margini creativi ai fotografi. E che va incontro ai gusti degli sposi, che spesso si rendono conto che avere delle immagini più naturali va incontro anche al loro gusto.

È negli anni 2000 che si ha un’esplosione di massa del fenomeno della fotografia di reportage. Questa è considerata come la fotografia di matrimonio nuova, che mette insieme elementi di modernità con la documentazione della giornata, in immagini fresche e spesso artistiche.

fotoreporter matrimonio

Serena & Angelo – Foto di Paolo Properzi

Il cambio di tecnologia nella fotografia di matrimonio: dalla pellicola al digitale

Il fattore tecnologico ha giocato un ruolo importantissimo in questo cambio di paradigma. E la cosa che ha fatto la differenza è stato il passaggio dalla fotografia a pellicola alle macchine fotografiche digitali.

La sperimentazione non era più difficile e costosa, ma era alla portata di chiunque. I risultati potevano essere visualizzati in tempo reale, e all’occorrenza corretti.

Quello che adesso nel 2017 pare scontato, intorno al 2005 era visto come un miracolo tecnologico. Erano anni in cui i cellulari non avevano ancora le camere integrate. E l’iPhone doveva ancora uscire!

fotoreporter matrimonio

Silvia & Marco – Foto di Davide Dusnasco

Gli studi fotografici fronteggiarono così un calo della domanda, per motivi puramente demografici, con un adattamento dell’offerta a uno scenario e a dei gusti dei clienti che stavano progressivamente cambiando.

infografica matrimoni

La fotografia di matrimonio si apriva anche a chi si avvicinava alla macchina fotografica e al mestiere del fotografo, aprendo il mercato a una nuova serie di dilettanti armati di attrezzatura all’avanguardia ma a digiuno di nozioni fotografiche seppur, a parole, foto reporter.

Proprio il termine “fotografia di reportage” negli anni 2000 era il must per distinguersi nell’ambito della fotografia matrimonialista. Dappertutto vennero fuori migliaia di fotoreporter per i matrimoni. Questi erano pronti a immortalare con naturalezza e “senza pose” i momenti della giornata con un numero praticamente infinito di immagini, che nessun fotografo a pellicola avrebbe mai potuto eguagliare con i rullini.

La fotografia, grazie al digitale, è diventata popolare come mai lo era stata. Essere fotografo, o perlomento illudersi di esserlo, è diventato funzionale al possedere dell’attrezzatura fotografica, al punto che spesso si è portati a pensare: migliore l’attrezzatura migliore il fotografo!

motivi per fare il fotografo di matrimonio

Andrea & Simone – Foto di Davide Longo

In quegli anni i fotografi di matrimonio classici, per intenderci quelli che scattavano con le Hasselblad o con le Reflex tradizionali, quelli formati con anni di gavetta (quelli che riuscivano a leggere l’esposizione ad occhio e che usavano i flash solo in manuale…), si sono ritrovati con una concorrenza spietata da parte di novelli fotoreporter, che hanno aggredito il mercato forti della tecnologia e del fatto che loro “facevano reportage”.

Ma che cosa vuol dire “fare reportage”?

Fare delle foto naturali, intese come foto dove il fotografo non interviene e non interagisce nella situazione, e dove i soggetti ignorano il fotografo, è la ricetta magica per fare un servizio fotografico eccellente e moderno?

Ci vogliono della particolari caratteristiche per essere dei buoni fotoreporter? Oppure basta fare in modo di essere presenti e scattare diverse migliaia di immagini per dodici ore no stop incuranti delle situazioni e delle attitudini delle persone che si stanno fotografando?

fotografia di matrimonio

Cristina & Enrico – Foto di Alessio Zanfini

Il termine “fotografia di reportage” merita un approfondimento che ci porta indietro nel tempo… E ci fa sfogliare riviste come Epoca e ripensare a fotografi mitici come Capa, Salgado e Cartier Bresson.

Nascita della fotografia di reportage

Il racconto, l’approfondimento su temi di attualità, quello che è oggi sempre più spesso si fa raccogliendo informazioni dalle fonti più disparate utilizzando internet come aggregatore, una volta era delegato a giornalisti e fotografi.

Tra questi i fotografi di reportage erano coloro che andavano, spesso mettendo a rischio la propria vita, alla ricerca dell’immagine definiva, di quella foto che facesse breccia nei cuori e contribuisse a scrivere la Storia. Pensiamo a Capa che si era imbarcato con i soldati americani su una ammiraglia alla volta della Normandia, armati di macchine fotografiche e tanto coraggio, a raccontare la storia in maniera veramente autentica.

Il reportage era prima di tutto un racconto, quindi funzionale a trasmettere informazioni. Ma ancora oggi non è possibile non guardare le foto dei grandi maestri senza rimanere stupiti dalla bellezza delle loro immagini!

Si è portati quasi a dimenticare i fatti e il racconto per concentrarsi su luce, composizione, movimento, colori e ogni altro fattore che rende dei grandi fotografi i loro autori.

elliott erwitt

USA. California. 1955. – Foto di Elliott Erwitt/Magnum Photos

Quindi in questo modo la fotografia di reportage, storicamente, ha unito il fare delle belle foto con il raccontare quello che succede, l’essere presenti (spesso anche nei drammi…) e pronti a creare delle immagini che lasciano a bocca aperta.

Pensiamo ad esempio a Cartier Bresson che fotografa la morte e i funerali di Gandhi e la successiva tragica scissione dell’India con il Pakistan, a come le sue immagini scattate con la Leika con il 35mm risultino essere perfette e attuali.

Oppure ai tanti reportage di Robert Capa. Oppure, senza andare indietro negli anni, alle foto dei fotografi attuali vincitori dei vari World Press Photo, concorso che valuta e premia delle fotografie nella maggior parte dei casi assolutamente drammatiche e inquietanti.

world press photo

A home in Santiago de Cuba – Foto di Tomás Munita

La fotografia reportage nei matrimoni

Nella fotografia di reportage matrimoniale, al posto dei drammi e delle guerre c’è la gioia di una giornata che spesso è la più bella nella vita degli sposi. E che difficilmente viene dimenticata. Anche grazie al fotografo di matrimonio che la racconta nelle sue immagini.

In questo senso il fotografo diventa colui che costruisce il ricordo della giornata, colui che definisce il mood, andando a cercare, e spesso a creare (ma come, non era reportage?) le immagini che più rappresentano e che meglio raccontano i vari momenti della giornata.

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Loredana & Luca – Foto di Davide Dusnasco

Quindi torniamo alla domanda… Che cosa vuol dire fare fotografia di reportage matrimoniale?

Ci possiamo avvicinare alla risposta utilizzando termini semplici: fare fotografia di reportage matrimoniale vuol dire fare delle belle foto che raccontano la giornata del matrimonio.

Ma come si distingue una foto bella da una brutta?

La bellezza di una fotografia è intesa da un parte come la capacità di raccontare e costruire quindi il ricordo, dall’altra l’essere bella a prescindere dal contenuto, andando a toccare positivamente i criteri di valutazione di una immagine, sia quelli creativi sia quelli tecnici (intesi come saper fare e come aspetti più tecnologici…)

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Serena & Claudio – Foto di Paolo Properzi

Quindi un buon fotoreporter di matrimoni deve saper fare delle belle foto, essere presente, raccontare quello che succede dall’inizio alla fine della giornata. Tutto questo tenendo sempre a mente che le sue immagini costruiranno e modelleranno il ricordo della giornata del matrimonio nella memoria degli sposi, dei loro figli, dei cari, degli amici, etc…

È un ruolo di grande responsabilità!!!

Creare una relazione con i clienti

Ma come è possibile fare al meglio questo lavoro essendo sempre invisibili? Come è possibile che un fotografo armato solo di un occhio attento, tanta energia e delle abilità fotografiche al top riesca a raccontare al meglio la giornata?

La verità qui sta nel mezzo. E sebbene per soddisfare le esigenze di clienti che “non vogliono assolutamente foto in posa” sia nato un movimento globale di fotoreporter di matrimonio, dall’altra parte c’è la necessità, a mio avviso assolutamente legittima, di instaurare un rapporto con le persone che stanno dall’altra parte dell’obiettivo.

Una relazione con i clienti consente al fotografo di fare un passo avanti rispetto ai fotoreporter duri e puri. Consente di conoscere i propri clienti, capire i propri gusti, dare supporto organizzativo, e permette al fotografo di focalizzarsi su cosa veramente conta per gli sposi e su cosa invece si può tralasciare.

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JoyPhotographers: Eccellenza nella fotografia di Matrimonio

Tornando all’analogia con i fotografi di reportage di attualità, conoscere e rapportarsi con i clienti è come fotografare una situazione avendo a fianco un giornalista esperto in materia che ci suggerisce cosa fotografare, chi fotografare e quando tenere gli occhi aperti perché sta per succedere qualcosa di importante.

fotoreporter matrimonio

Serena & Claudio – Foto di Paolo Properzi

Conoscere le persone inoltre consente al fotografo di capire quali sono le distanze migliori e che cosa realmente è importante per gli sposi. Insomma, capire quando bisogna essere invisibili e quando invece bisogna dare supporto per gestire al meglio la situazione.

L’obiettivo è il medesimo, è sempre quello di fare delle belle foto che raccontino la giornata, ma il modo di ottenerlo è più empatico! Il fotografo diventa un punto di riferimento nella giornata, forte anche dell’esperienza accumulata in anni di lavoro nel settore, conoscenza degli altri fornitori, delle location etc…

E le foto in posa? Perché no?

Che male c’è a fare qualche foto di famiglia? Spesso le foto in posa sono state demonizzate perchè considerate vecchie, considerate come qualcosa dei genitori, qualcosa di noioso e superato. Ma tutto sommato, in una visione moderna del servizio fotografico, le foto in posa nella misura in cui sono veramente utili e richieste si possono fare, non c’è niente di brutto!

E comunque si possono fare delle foto di gruppo in maniera diversa, creativa. Il risultato è sempre molto interessante e soprattutto apprezzato dagli sposi.

foto di famiglia

Ester & Marco – Foto di Davide Dusnasco

E i ritratti? Certo!

Le foto degli sposi meritano un discorso ampio. Sebbene negli anni siano state considerate, come le foto di famiglia, un qualcosa di vecchio e superato, legato a stereotipi imbarazzanti di coppie costrette a esibirsi in improvvisati modelli, spesso piuttosto goffi, in questi anni stanno riscoprendo una seconda giovinezza.

Sicuramente è cambiato lo stile. Un buon fotografo si sa relazionare al meglio con i suoi soggetti ed ottiene delle immagini spontanee e dinamiche pure in una situazione costruita.

Dall’altra l’avvento dei social network e la moda di condividere proprie immagini nella ricerca dell’approvazione degli altri, il meccanismo del mi piace per intenderci, ha tolto il velo di disinteresse e a volte di vergogna che avvolgeva l’atto di farsi fotografare e di rendere pubbliche delle foto personali.

Non siamo diventati tutti delle star, e non necessariamente siamo tutto narcisisti. Ma condividere una fotografia su un social network è una cosa che in parecchi fanno con piacere. E il fatto che questa foto sia discretamente bella è solo un motivo di orgoglio!

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Flavia & Daniele – Foto di Stefano Serra

Quindi agli sposi ultimamente “piace” farsi fare i ritratti, questo è un dato di fatto.

Il ritratto inoltre ha subito una sua radicale trasformazione, diventando uno dei momenti più divertenti e creativi per il fotografo. Nel ritratto si ha il controllo della situazione, si riesce a gestire la luce, a creare un mood, a sfruttare al meglio quello che i luoghi e la natura ci mettono a disposizione.

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Carolin & Giuseppe – Foto di Paolo Properzi

Ma il ritratto è reportage?

Il ritratto è reportage? Il ritratto è una foto spontanea?

La risposta è no. Un ritratto può essere fatto in modo che sembri una fotografia spontanea. Ma difficilmente lo è in quanto il fotografo è il regista della situazione e si adopera perché la sua visione si trasformi in realtà. Quindi, salvo pochi casi, il ritratto non è una fotografia di reportage.

Cogliere l’attimo! La regola vale per il fotoreporter matrimonio

La giornata del matrimonio è generalmente lunga e ricca delle situazioni più disparate. Si tratta di un evento che di solito presenta una preparazione, uno svolgimento della fase principale, la celebrazione, e che poi si sviluppa in un ricevimento che, a seconda dei matrimonio, presenta più o meno festeggiamenti.

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Alessia & Riccardo – Foto di Davide Muroni

Quindi ci sono tantissimi momenti che si prestano a ricevere l’interesse di un fotografo attento e sensibile alla fotografia di reportage e al racconto, e quindi ad essere immortalati.

Il seguire gli avvenimenti è già di per se raccontare. Le sfumature sono date dallo stile e dall’attenzione del fotografo, e perché no, a volte da un pizzico di fortuna.

Infatti la fotografia è spesso l’allineamento di più fattori all’interno del fotogramma, persone luci situazioni, uno sguardo o un sorriso. Le variabili sono infinite, ma quando questi fattori si ritrovano insieme in una certa maniera ecco che possono venire fuori delle fotografie fuori dall’ordinario.

Ed è importantissimo che il fotografo sia attento. La chiave è proprio l’attenzione nel percepire, nel vedere che c’è qualcosa di fotograficamente molto attraente e buttarsi a capofitto nella realizzazione in quanto generalmente la bellezza è proporzionale alla fugacità del momento.

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Silvia & Marco – Foto di Davide Dusnasco

 Quindi: usare l’istinto in prima battuta per vedere e buttarsi sulla situazione, senza dimenticare gli aspetti strettamente fotografici, il ragionare in una frazione di secondo su luce, composizione e tener conto dei settaggi della macchina fotografica ottimali per raggiungere il risultato che si ha in mente.

Conclusione

La fotografia è il vedere un’immagine e riuscire a fermarla: è il dare figura concreta a un oggetto del pensiero.

L’immagine va cercata con attenzione, a volte va un po costruita… diciamo che va immaginata al meglio!

A un buon fotografo per matrimoni l’immaginazione non può proprio mancare, e deve fare il paio con la professionalità e la consapevolezza dell’importanza del proprio mestiere.

Commenti

  1. Antonio ha detto:

    Una bella analisi di cosa vuol dire fotografare un matrimonio in stile reportage, chiara e precisa. Si vede che avete un sacco di esperienza in materia, complimenti!

    1. Davide Muroni ha detto:

      Ciao Antonio, sono contento che questo argomento ti abbia interessato!
      Grazie per le belle parole 🙂
      Davide

  2. Lavinia Fotografa Matrimoni ha detto:

    Vi seguo da tanti anni, secondo me ci va un sacco di passione per essere dei fotoreporter per matrimoni in gamba e voi ragazzi ce l’avete tutta!!!
    Si vede da come scrivete ma soprattutto dalle foto spettacolari che riuscite a fare ad ogni matrimonio, bravi!!!

    1. Davide Muroni ha detto:

      Grazie Lavinia che bel complimento 🙂
      E visto che siamo colleghi, buon lavoro e in bocca al lupo!
      Davide

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