La Fuji e l’obiettivo 56mm 1.2 nei matrimoni

Quando ho scoperto il mondo Fuji mi attraeva l’idea di avere un piccolo corpo macchina, leggero, ma allo stesso tempo prestante.

Ho passato un po’ di tempo a leggere articoli, recensioni e opinioni prima di trarre una conclusione e procurarmi il corpo macchina che più mi convinceva. All’inizio pensavo di utilizzarlo solo come un corpo per fare reportage di viaggio…

Non avrei mai pensato di associare una “macchinetta” al mio lavoro di fotografo di matrimoni!

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Francesca & Mauro – Foto di Davide Dusnasco

Proprio nel periodo in cui iniziavo le mie valutazioni, uscì la Fuji -XT1. Ne rimasi molto colpito. Un perfetto stile vintage, con ghiere per il controllo degli Iso, dell’esposizione e dei tempi, obiettivi con il diaframma regolabile… Ero davvero incantato!

Veniva considerato il modello di punta Fuji di quel periodo. La provai, ed effettivamente rimasi stupefatto dalle prestazioni di questa macchina fotografica. Leggera, portatile, con anteprima dell’esposizione ancor prima di scattare una foto. Veloce, precisa, e tra tutte queste caratteristiche si può comprendere anche “bella da vedere”.

Mi decisi e la comprai con il 35mm 1.4 (l’equivalente di un 50mm su una full frame) e un piccolo zoom 18-55 2.8-4.5 da utilizzare come “tuttofare”. Cominciai ad utilizzarla per vedere quali erano le sue potenzialità. E capii che effettivamente era quello che faceva al caso mio per il mio lavoro. Basta con le reflex sulle spalle, gli obiettivi pesanti, i flash…

Ecco finalmente un corpo macchina con prestazioni quasi del tutto paragonabili a una reflex!

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Andrea & Simone – Foto di Davide Dusnasco

Usai la Fuji per la prima volta come secondo fotografo a un matrimonio a Milano… E per l’occasione mi feci prestare anche il 56mm 1.2 della Fuji. A fine giornata, scaricando i file, notai di aver fatto più foto con la Fuji che con la mia Canon 5D Mark III. Ero molto soddisfatto di come si comportò il mio nuovo acquisto… Però avevo ancora qualche dubbio. Per esempio:

  1. Tra uno scatto e l’altro, se volevo tenere la messa a fuoco, dovevo tenere premuto il tastino di blocco messa a fuoco, se no il fuoco veniva perso. Nel tempo questo gesto diventò un automatismo.
  2. Inoltre, se il soggetto era in movimento il fuoco faceva difficoltà. Ma in poco tempo la Fuji rilasciò degli aggiornamenti che inserirono l’inseguimento del soggetto con i vari punti di messa a fuoco.
  3. Infine, la creazione del catalogo con Lightroom. Per importare i file i tempi erano lunghissimi e non capivo perché! Poi scoprii che i file della XT-1 non sono compressi. Per questo Lightroom ci metteva tanto ad elaborarli.

Però non erano sicuramente queste motivazioni a mettere in discussione la mia scelta di inserire una mirrorless nel mio “corredo da matrimonio”, dunque…

Dopo questo primo esperimento decisi di scattare sempre con due corpi macchina, non più due reflex, ma una reflex e una mirrorless.

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Radojka & Andreas – Foto di Davide Dusnasco

Comprai subito un 56mm 1.2 (l’equivalente di un 85mm) perché notai che le prestazioni di quest’obiettivo erano eccezionali!

All’inizio ero un po’ titubante nello scattare sotto il diaframma 2 per paura di perdere la messa fuoco. Aprivo al massimo il diaframma in condizioni di scarsissima luce, ma questa mia convinzione durò molto poco. Misi alla prova l’obiettivo in situazioni in movimento, con tanti soggetti davanti, con poca luce o con tantissima luce. E poche sono le volte che la messa a fuoco risultò sbagliata. Ormai mi stupisco se arrivo a scattare delle foto con diaframma impostato sopra l’1.6 🙂

Il vantaggio della Fuji, essendo una mirrorless (ovvero senza specchio), è che l’otturatore può arrivare ad una velocità di 1/32000 di secondo – una normale reflex può arrivare ad 1/8000 di secondo – permettendoti così di aprire molto di più il diaframma e creare un bellissimo sfuocato anche in condizioni di tanta luce.

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Laura & Matteo – Foto di Davide Dusnasco

Inoltre, cosa non da meno, è la gestione degli iso. La Fuji XT-1, pur non essendo una full frame, ad alti ISO si comporta benissimo, anche a 6400! Basta poi un ritocco veloce per perfezionare lo scatto.

Come detto, il vantaggio di scattare con un mirino digitale è che ti permette di vedere subito l’anteprima dell’esposizione. Quindi tramite le ghiere si può subito sovra/sottoesporre la foto in base al cambiamento di luce improvviso, come passare dall’ombra al sole o ad una foto in pieno controluce.

Alcuni trucchi

Nel tempo si imparano tante cose e tanti trucchetti per sfruttare al meglio le caratteristiche di questa macchina fotografica. Per esempio: il flair dato in contro luce…

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Andrea & Simone – Foto di Davide Dusnasco

…O come il trucchetto di tenersi sempre una batteria carica in tasca (eh sì: non vi aspettate che una batteria su un corpo del genere duri come una reflex!). Oppure usare al meglio lo schermo reclinabile in diverse situazioni, fino a controllare la macchina fotografica tramite l’app “Cam Remote” per gli smartphone.

Il 2015 è stato un anno ricco di foto e soprattutto l’anno in cui ho abbandonato per metà il mondo reflex. La mia 5D Mark III ha tenuto montato per tutta la stagione unicamente il 24mm 1.4 L. L’ho usata quindi come grandangolo, mentre sulla Fuji per il 90% ho tenuto montato il 56mm 1.2 e il restante 10% il 35mm 1.4.

Ora, con l’uscita della X-Pro 2, sulla quale sono state apportate diverse migliorie a livello di corpo macchina e di prestazioni, chissà…

Sarà la volta che saluto definitivamente il mondo reflex e passo completamente al mondo Fuji?

Non lo so! Mi farebbe strano non avere più tutti quei kg addosso 😉

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Radojka & Andreas – Foto di Davide Dusnasco

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